Pubblicato da Simona Valentini il 24 Settembre 2018

Allenamento, stile di vita e alimentazione: le regole per raggiungere la Gloria Eterna

Da sempre l’alimentazione ha accompagnato le attività sportive. I giochi Olimpici iniziarono nel 776 a.C. e durarono fino a che nel 393 d.C. l’Imperatore Cristiano Bizantino Teodosio il Grande decise di chiuderli. Già all’epoca gli atleti venivano seguiti in base al loro livello prestazionale e gli allenatori si dividevano in pedotribi e i ginnasti.

I pedotribi allenavano i giovani atleti, mentre i ginnasti, istruttori più qualificati, allenavano gli atleti di élite.

Allenatori “eccellenti”: il loro stile di vita

L’opera di questi eccellenti allenatori non si limitava all’allenamento, ma spaziava anche a dare consigli alimentari per raggiungere la prestazione ottimale!

I più antichi e famosi allenatori furono Icco di Taranto allenatore, medico ed atleta. Vinse la gara di Pentathlon in una delle prime edizioni delle Olimpiadi (472 a.C.). Si può considerare il fondatore della ginnastica medica e dell’ alimentazione sportiva. Per lui l’alimentazione dell’atleta doveva consistere in un regime semplice e frugale in associazione ad uno stile di vita sobrio.

Pitagora di Crotone … proprio lui, il filosofo, quello del teorema dei triangoli rettangoli, sebbene seguisse un regime vegetariano, raccomandava diete a base di carne per i suoi atleti!

Se ve lo state chiedendo dissapori tra medici ed allenatori sulle competenze alimentari c’erano già allora, ovviamente!

Quanti pasti al giorno?

Greci e Romani facevano tre pasti al giorno.

A colazione si mangiava pane intinto nel vino diluito (gli atleti bevevano una parte di vino e 3-5 parti di acqua), a volte accompagnato con olive.

Tra le nove e mezzogiorno si faceva una merenda leggera con avanzi della cena magari, o con prodotti comprati per la strada.

Al tramonto si cenava con vino, pesce (a volte carne: i greci preferivano la capra, i romani il maiale), nocciole, olive, fichi, formaggio e dolci a base di miele per concludere.

Ma cosa mangiavano i campioni olimpici?

Diete da campioni

La dieta degli antichi atleti era per lo più vegetariana, a base di formaggio fresco, fichi, minestra di avena, torte di farina, vino diluito, solo occasionalmente si mangiava la carne.

La carne venne introdotta nell’alimentazione sportiva con l’idea che servisse a produrre forza e a far mettere massa muscolare, componenti necessarie per lottatori e pugili.

Dato che non esistevano le categorie di peso, chi più pesava era avvantaggiato!

Sette volte campione Olimpico di lotta (dal 532 a.C. al 516 a.C.), sei volte dei Giochi Pitici di Delfi, dieci volte i Giochi Istmici di Corinto e nove Giochi Nemei. Per cinque volte è vincitore dei quattro grandi Giochi consecutivamente Milone di Crotone è una leggenda! Un mito, un eroe, irraggiungibile e a quei tempi invincibile! Ancora oggi il suo nome viene utilizzato per alcune bevande a base di malto e cioccolato ricche di vitamine e sali minerali!

La sua dieta, così come ci viene tramandata, consisteva in 9 kg di carne, 9 kg di pane e 8.5 litri di vino al giorno!

Ovviamente dobbiamo prendere questa testimonianza con le pinze anche perchè se fosse veritiera il nostro atleta avrebbe mangiato un totale di 56.786 kcal al giorno!

Per fare il paragone con un campione dei nostri tempi, il nuotatore Michael Phelps, l’atleta più titolato nella storia delle Olimpiadi moderne si dice mangiasse in attività circa 9.000 kcal al giorno!

Charmis di Sparta, duecentometrista del 668 a.C., durante gli allenamenti, si nutriva di fichi secchi, formaggio e noci facendo attenzione a certe regole e alla qualità dei cibi assunti.

Allenamento e austerità

Il  retore greco Filostrato scrive che gli atleti avevano uno stile di vita austero: dormivano sulla terra o su pagliericci, si lavavano nei fiumi o torrenti, si nutrivano di gallette di orzo, formaggio, frutta, miele.

La vita austera aveva lo scopo di fortificare il corpo e lo spirito.

Dopo il 500 a.C. agli atleti viene indicato di mangiare carne (bue, maiale, cervo arrostita o allo spiedo aromatizzata con diversi tipi di erbe).

I dolci erano previsti nella loro alimentazione per l’apporto energetico ed erano a base di focacce di ricotta, miele e mandorle.

In caso di disturbi intestinali, ricorrevano a decotti di alloro o di altre piante terapeutiche.

La “dieta tipo” dello sportivo

La dieta tipo prescritta dai medici del tempo consisteva in:

  • colazione a base di latte di capra, pane e miele e vino mielato
  • pranzo leggero a base di frutta secca e fichi
  • cena carne formaggio, verdure pesce marinato e frutta

Una dieta completa in grado di dare il giusto apporto energetico, nutritivo e di essere allo stesso tempo saziante!

Regole antidoping: se si esagerava con il vino si era esclusi dalle gare!

Vincere le Olimpiadi ieri ed oggi!

Bellezza, forza, determinazione e coraggio: queste erano le virtù a cui miravano gli atleti dell’antica Grecia. Erano ambiziosi: le loro vittorie avrebbero dato loro la Gloria Eterna in una perfetta sintesi tra virtù fisiche e spirituali.

Forse da allora sono cambiate tante cose: l’alimentazione e gli allenamenti sono diversi, finemente personalizzati.

Non mangiamo più carne di bue convinti che ci dia la sua forza, o  quella di cervo per ottenere la sua velocità, ma un atleta è una persona che dedica la sua vita ad uno scopo per raggiungere il quale ieri come oggi, deve puntare su tre fattori:

  • Allenamento costante;
  • Stile di vita regolare;
  • Alimentazione adeguata a sostenere l’impegno fisico

 

 

 

 

 

 

 

 

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