Pubblicato da Simona Valentini il 31 Maggio 2017

Gluten Sì o Gluten Free? Rischi di una dieta di moda

– Io mangio senza Glutine!
– Perché? Sei celiaca o intollerante? -chiedo io.
– No, ma mi si gonfia la pancia quando mangio e non digerisco bene.
– Hai fatto delle analisi per vedere se sei celiaca? – altra domanda.
– No.

Se ti riconosci in questa conversazione continua a leggere: in un giungla di informazioni vere e false che è il WEB, cercherò di tracciare un sentiero più chiaro.
Iniziamo con le presentazioni: il glutine, cos’è e dove si trova.
Nel chicco di alcuni cereali come il frumento, orzo, farro, segale, avena, kamut c’è un complesso di proteine che costituiscono il glutine.
In alcune persone la gliadina contenuta nel glutine ha un’azione tossica sulla mucosa intestinale causando una risposta infiammatoria autoimmune.
Il quadro che si presenta è una situazione di malassorbimento dei nutrienti.
Questa patologia di intolleranza al glutine è la Celiachia e si diagnostica con test ematici (anticorpi antigliadina, anticorpi antitransglutamonasi e anti endonmisio) e qualora necessaria una biopsia dei villi intestinali.
L’unica “cura” al momento è una dieta priva di glutine.

La malattia celiaca può presentarsi a qualsiasi età ed indipendentemente dal sesso. Le conoscenze attuali ci dicono che si può manifestare
in soggetti che hanno una predisposizione genetica alla malattia.
Sembra inoltre che altri due fattori possano concorrere all’insorgere della celiachia: una dieta ricca di glutine e altri fattori scatenanti
come stress psico fisico, interventi, gravidanza, infezioni virali, …
Ci sono altri casi poi di “ipersensibilità al glutine”, in questa situazione potrebbe essere sufficiente un periodo di alimentazione Gluten free per risolvere il problema.
Mangiare prodotti senza glutine, se non è necessario, ma solo per seguire una “moda” può non essere una scelta giusta e sana.
Molte persone eliminano il glutine dalla loro dieta perché pensano sia più “sano”. In realtà non ci sono evidenze scientifiche che provino che:
1. un’alimentazione Gluten Free sia correlata alla perdita di peso: i prodotti senza glutine non sono ipocalorici e sono anche costosi!
inoltre
2. in una dieta priva di glutine vengono consumati meno prodotti integrali, quindi, a lungo andare, si segue un’alimentazione monotona e che
può portare a carenze nutrizionali di fibra, ferro, acido folico, vitamine del gruppo B, magnesio, micronutrienti presenti negli alimenti che vengono eliminati;
3. c’è anche il rischio di consumare alimenti più ricchi di grassi e troppe proteine per compensare un non adeguato consumo di carboidrati.
Bisogna fare attenzione all’apporto nutritivo delle diete, soprattutto in quelle “fai da te”: essere seguiti e guidati da un professionista è sempre una buona scelta.

#Celiachia#Cereali#Dieta#Ferro#Fibre#Gluten free#Integrale#Intolleranza al glutine

Commenti

  1. Stefania Silvetti
    20 Giugno 2017 - 4:40

    Spesso per sostituire proteine animali, in una dieta vegetariana o vegana, si ricorre all’utilizzo di alimenti a base di glutine; si corrono rischi di sensibilizzazione della mucosa intestinale o altri problemi, con l’assunzione di preparati a base di glutine? Grazie.

    • Simona Valentini
      20 Giugno 2017 - 16:10

      Buon pomeriggio Stefania, grazie per la tua domanda che pone l’accento su un quesito importante per tanti che si approcciano ad un regime alimentare Vegano/Vegetariano.
      La sensibilità al glutine è un disturbo di cui ancora si sta studiando la causa. Non c’è ad oggi evidenza scientifica che mangiare prodotti che contengano glutine scateni questa “patologia”. Premesso questo, mi sento di dire che là dove non ci siano problematiche di allergie e/o intolleranze legate a glutine e/o al grano, mangiare prodotti proteici in cui è presente il glutine non è un problema a patto di variare la dieta per evitare la monotonia e le possibili carenze nutrizionali dovute all’eliminazione di intere categorie alimentari.
      Ricordo che un’alimentazione vegetariana e vegana con prodotti naturali è possibile: cereali integrali e legumi mangiati nello stesso pasto contengono il giusto profilo di amminoacidi, assicurano un corretto apporto di fibre e costituiscono un pasto che mantiene l’indice glicemico basso. Per evitare disturbi intestinali legati al consumo di legumi si può ovviare prendendo legumi decorticati o passati al passaverdura e abituando l’intestino con piccole porzioni una o due volte a settimana per 3 settimane (30/40 g di legumi secchi), per poi aumentarne la quantità (50/60 g di legumi secchi).
      Il seitan, per esempio, è una buona alternativa, ma non contiene proteine ad alto valore biologico (devono essere integrate con i legumi per avere il profilo amminoacidico completo), ha un indice glicemico più alto il che lo porta ad essere un alimento poco adatto a chi ha problematiche legate al diabete.
      Grazie Stefania per aver sollevato una questione così complessa e attuale e ricca di spunti di riflessione. Rimando ad un articolo che pubblicherò a breve un approfondimento su alimentazione vegetariana e vegana.

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