Pubblicato da Simona Valentini il 14 Ottobre 2018

Se sano fosse anche buono?

Nella nostra storia evolutiva il piacere del cibo è stato centrale e di primaria importanza perché ha permesso all’uomo di sopravvivere.

In quest’ottica il piacere del cibo è a tutti gli effetti un vantaggio evolutivo che ha garantito una adeguata nutrizione.

Un alimento ci piace per tanti fattori integrati tra loro: genetica, dieta materna durante la gestazione, educazione, facoltà cognitive e di apprendimento, cultura, ambiente in cui viviamo …

Questi fattori si esprimono e si “incontrano” nelle percezioni sensoriali che ci danno la misura del nostro gusto, per ciascuno diverso. Proprio questa diversità interindividuale determina le nostre preferenze alimentari e quindi la nostra personale “dieta”.

Perché ci piace quello che ci piace?

I gusti per determinati cibi possono essere innati, come quello per il sapore dolce o il risultato di un processo più complesso come la consapevolezza che un dato alimento fornisca energia e nutrienti che favoriscono il nostro benessere.

Da uno studio condotto negli stati uniti dal team della dottoressa Mennella presso il Monell Chemical Senses Research Center è emerso che nell’ultima fase della gravidanza madre e figlio condividono l’esperienza alimentare: i composti chimici responsabili dei sapori dei cibi di cui si alimenta la mamma si ritrovano nel liquido amniotico di cui si nutre il feto.

Dopo la nascita, i sapori della dieta materna vengono trasferiti al bambino attraverso l’allattamento!

Questo comporta che le esperienze alimentari prima della nascita e nei primi mesi di vita influenzeranno le scelte e le preferenze alimentari di ciascuno di noi nel corso della vita!

Zi’ Paoletto e l’eredità alimentare

Il trasferimento dei sapori dalla madre al figlio è un importantissimo canale per la trasmissione di informazioni, in questo caso non di geni, ma di cibi ritenuti “buoni” in una famiglia e in una cultura attraverso le generazioni!

Questa trasmissione diventa più evidente man mano che si diventa grandi e si possono scegliere i diversi cibi che andranno a comporre la nostra alimentazione!

Nella mia famiglia c’è stato uno zio di mio nonno, zi’ Paoletto, che amava più di ogni altra cosa l’anatra! Il padre di mio nonno aveva una trattoria in una via che oggi non esiste più (Ottocantoni) che dal 1938 è stata inglobata nell’area urbana di piazza Augusto Imperatore, in centro.

Ogni giorno zi’ Paoletto mangiava nella trattoria dal fratello l’anatra che lui riconosceva anche senza averla davanti agli occhi, bastava il naso!

Nella mia famiglia l’anatra non ha mai fatto la sua comparsa a tavola: non è un alimento che i miei genitori o miei nonni mangiavano. Ma da quando ho avuto l’occasione di mangiarla, bè, me ne sono innamorata … una coincidenza? Forse no, quel gusto è passato di generazione in generazione fino a me … quindi grazie Zi’ Paoletto!

Ma torniamo a noi!

Ben-essere e Obesità

Se prima si mangiava per sopravvivere oggi le cose sono cambiate. Abbiamo cibo sempre ed in abbondanza (nella nostra parte di mondo) tra cui scegliere.

Queste scelte si fanno in base alle preferenze personali, dipendono dal senso del gusto, sono determinate da diversi fattori tra cui spicca il piacere!

Non solo mangiamo perché ci piace farlo, ma scegliamo di mangiare quello che ci piace!

La società del “BEN- ESSERE” in cui viviamo, però, è anche un ambiente OBESOGENICO, ovvero, che può portare all’obesità. Questo perché mangiamo anche quando le nostre riserve energetiche non sono esaurite, perché abbiamo una vita sedentaria. Consumiamo i nostri pasti più per consuetudine che per rispondere allo stimolo fisiologico della fame.

Sia che siamo a regime dietetico o meno il profumo di cibi che ci piacciono ci fanno cadere in tentazione, anche se non abbiamo fame!

Diete controproducenti

Quante diete conoscete? Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti!

Il problema del fallimento di un regime alimentare è che chi è a “dieta” restrittiva si sente privato del piacere legato all’atto del mangiare.

Perché? Perché nel pensiero comune un cibo sano non può essere un cibo buono! A dieta si mangia solo cibo sano perché ci fa bene e ci fa perdere peso!

Ma se sano fosse anche buono?

Se un cibo è appetibile e quindi anche buono non è detto che sia poco sano o che ci faccia male!

L’appetibilità è il primo criterio per scegliere ciò che mangiamo, quindi perché non tenerne conto quando decidiamo di prenderci cura di noi?

Si può mangiare quello che ci piace, quindi un alimento buono e appetibile e ”sano” anche a regime controllato … è un ‘equazione che funziona e  funziona anche sul giro vita!

#appetibilità#eredità alimentare#evoluzione#piacere#vantaggio

Commenta l'articolo

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: