Pubblicato da Simona Valentini il 2 Maggio 2020

Meglio lo zucchero bianco, di canna, grezzo o il miele?

Ancel Keys, lo studioso americano che negli anni ’50 coordinò gli studi del modello di Dieta Mediterranea scrisse che è sufficiente un giorno solamente per dar vita ad una nuova tesi alimentare, anche se infondata, ma non bastano 10 anni di ricerche scientifiche volte a contrastarla per toglierla dalla mente delle persone.

Credenze

Ed è proprio così! Tutti abbiamo le nostre credenze che sono radicate perchè la tradizione ce le ha trasmesse, perchè dopo aver avuto esperienza di qualcosa ne abbiamo fatto una legge o perchè ci vengono ben presentate da chi sponsorizza un prodotto o un’ attività professionale.

Oggi ancora di più, data la facilità di reperire informazioni, è possibile rimanere irretiti da certi slogan, o da certe teorie che poi diventano criteri di scelta che condizonano anche tematiche importanti come quella della Nutrizione.

Tutti parlano di nutrizione: ma sono tutti competenti?

Zucchero bianco/di canna/integrale grezzo

“Metto lo zucchero nel caffè, ma di canna!”

Che differenza c’è tra i diversi tipi di zucchero? Meglio il miele?

Da un punto di vista calorico:

  • non c’è alcuna differenza tra zucchero bianco o di canna

Lo zucchero che troviamo in commercio è composto esclusivamente di saccarosio, una molecola di zucchero formata dalla somma due zuccheri più semplici: glucosio e fruttosio. Sugli scaffali dei negozi o al bar troviamo per lo più tre tipologie di prodotto:

  • zucchero bianco da canna da zucchero o da barbabietola
  • di canna grezzo dovuto ad una non totale raffinazione di quello di canna e quindi di colore più scuro
  • zucchero integrale di canna che in effetti ha un po’ meno calorie (ma pochissime in meno!) che contiene piccole quantità di fibre e minerali che conferiscono un gusto particolare allo zucchero

Quale scegliere? E’ solo una questione di gusto personale, non di calorie!

Miele

Il miele è un prodotto di origine animale ed è una soluzione di zuccheri semplici per l’80% del suo peso (una soluzione di glucosio, fruttosio e pochissimo saccarosio). Il 18% del miele è costiuto da acqua e questo dà ragione del fatto che abbia meno calorie dello zucchero a parità di peso:

Miele= 300 kcal/100g

Zucchero= 400 kcal/100g

Nel miele troviamo anche tracce di vitamine, minerali e polifenoli, ma la verità è che la biodisponibilità di questi microelementi è bassissima viste le esigue quantità!

Un esempio il miele può contenere Calcio, ma per averne la stessa quantità che troviamo in un bicchiere di latte dovremmo consumarne 300 cucchiai, ovvero 6 kg!

Il miele ha dalla sua che un potere dolcificante maggiore di quello dello zucchero, per cui potremmo sostituirlo allo zucchero e consumarne in quantità minore risparmiando calorie!

Oltrettutto ci sono mieli di origine botanica diversa (circa 300) dal colore e aroma diverso l’uno dall’altro! Qui la scelta è sicuramente più ampia per quanto riguarda la possibilità di provare gusti diversi.

Ma quanto ne posso mangiare?

Le linee guida LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) sono chiare a riguardo:

non escludono il consumo di zuccheri semplici, ma lo limitano nella percentuale pari al 15% dell’apporto calorico giornaliero, considerando anche le altre fonti di zuccheri semplici derivanti da frutta, latte e marmellata.

Per essere chiari per un adulto che ha uno stile di vita mediamente attivo 2 cucchiaini di zucchero al giorno o tre rasi di milele sono una quantità accettabile!

Anche l’ OMS (Organizzazine Mondiale della Sanità) ha indicato una soglia limite di consumo di zuccheri semplici pari al 10% delle calorie giornliere escludendo però quelle derivanti da frutta e latte.

Lo zucchero nascosto

Consideriamo anche che lo zucchero si trova in prodotti in cui mai penseremmo: alcune polpe di pomodoro, le salse come il ketchup, per non parlare di bevande gassate o succhi di frutta o in alcune preparazioni di cibi precotti.

E’ facile quindi superare la soglia consigliata!

Le linee guida nazionali e mondiali sono chiare: non è necessario escluderlo ma si deve limitarlo, soprattutto nei bambini!

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